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MISURAZIONE PRESSIONE ARTERIOSA

La pressione arteriosa sistemica, comunemente definita, in maniera non del tutto appropriata, come pressione sanguigna, è un parametro importante dal punto di vista medico e presenta una distribuzione continua di tipo gaussiano.
Il suo valore esprime il rapporto tra la forza con cui il sangue spinge sulle pareti arteriose e la super ce delle pareti stesse: la sua unità di misura convenzionale è rappresentata dai millimetri di mercurio (mmHg).
La pressione arteriosa dipende sostanzialmente da due variabili: la gittata cardiaca, cioè il volume di sangue spinto dal cuore in aorta nell’unità di tempo (cioè ad ogni contrazione) e la resistenza al  flusso sanguigno, generata dalle ramificazioni periferiche delle arterie (elasticità e diametro dei vasi arteriosi).
A mano a mano che il sangue si allontana dal cuore procedendo lungo il sistema arterioso, la pressione tende gradualmente a diminuire e, poiché l’immissione del sangue nelle arterie da parte del cuore avviene in modo discontinuo, seguendo le fasi cardiache, la pressione arteriosa ha un valore massimo, detto pressione sistolica, e un valore minimo, definito pressione diastolica.
La pressione sistolica corrisponde alla pressione che si ha al momento della sistole cardiaca, cioè quella fase di con- trazione del ventricolo sinistro, che determina il rapido passaggio del sangue all’interno dell’aorta. Il valore di pressione sistolica è prevalentemente determinato dal volume di sangue immesso in aorta e dalla forza con cui i ventricoli si con- traggono, ma è in influenzato anche dall’elasticità delle arterie.
La pressione diastolica corrisponde, invece, alla pressione al momento della diastole e quindi il suo valore è funzione della durata della diastole stessa e delle resistenze periferiche, cioè delle resistenze che il sangue incontra nel passare dalle arteriole ai capillari. Le resistenze periferiche dipendono dal volume e dalla viscosità del sangue e dal grado di con- trazione delle arteriole.
I valori pressori hanno un andamento circadiano, cioè sono mediamente più elevati al mattino al risveglio e tendono ad abbassarsi nell’arco della giornata, per risalire nuovamente verso il tardo pomeriggio-sera. Questo andamento è legato anche al fatto che il corpo umano è in grado di regolare la pressione arteriosa in base alle esigenze metaboliche. Infatti, durante il sonno la pressione si riduce, perché le richieste metaboliche dei vari organi sono ridotte al minimo, mentre quando si fa uno sforzo  sico la pressione aumenta perché è incrementata la richiesta di ossigeno da parte dei muscoli. Inoltre, importanti  fluttuazioni dei valori pressori si rilevano non solo in seguito ad attività  sica, ma anche in conseguenza di variazioni di temperatura. È interessante sottolineare che i valori pressori aumentano anche in seguito a uno stress emotivo o a tensione psichica: non di rado per esempio i valori pressori rilevati dal medico sono maggiori rispetto a quelli rilevati dal paziente stesso a casa propria (la cosiddetta “ipertensione da camice bianco”!).
La pressione arteriosa inoltre dipende dall’età e sesso del soggetto; infatti, nell’uomo adulto i valori medi di pressione che si registrano si aggirano attorno ai 120 mmHg per la pressione sistolica, e agli 80 mmHg per la pressione diastolica, mentre nella donna sono leggermente inferiori.
Nel bambino i valori sono molto più bassi: alla nascita, la pressione sistolica si aggira intorno ai 40 mmHg per arrivare verso il primo mese di vita a 80 mmHg e per raggiungere, verso i dodici anni, i 105 mmHg.
A partire dai sessanta/settant’anni, la pressione arteriosa sistolica tende ad aumentare a causa della diminuita elasticità delle arterie e può raggiungere valori di 150-160 mmHg.
I valori pressori sono  fisiologicamente controllati da numerosi meccanismi, in parte nervosi e in parte ormonali, molto integrati tra di loro.

Consigli pratici per l’automisurazione della pressione arteriosa.

Per eseguire una corretta rilevazione della pressione è importante rispettare alcune regole, onde evitare di incorrere in errori di misurazione:

  • la misurazione della pressione deve avvenire almeno un’ora dopo aver mangiato, assunto eccitanti (es. caffè o tè), fatto sforzi  sici moderati-intensi o aver fumato.

  • Se si sente lo stimolo di urinare, è importante farlo prima della misurazione.

  • Prima della misurazione è bene rimanere seduti e rilassati 5 minuti circa con il braccio, su cui sarà applicato lo stru- mento, libero da indumenti stretti.

  • Durante la misurazione bisogna stare seduti in un ambiente tranquillo, con la schiena ben appoggiata, i piedi aderenti al suolo e il braccio appoggiato su un piano orizzontale all’altezza del cuore. Non accavallare le gambe.

  • Evitare di parlare durante la misurazione.

  • Accertarsi che il bracciale per la misurazione sia della misura corretta. Le dimensioni standard sono 12×26 cm, ma sono disponibili misure più grandi (12×40 cm) per le persone obese e più piccole (12x18cm) per le persone molto magre, i bambini e gli adolescenti. Utilizzare infatti un bracciale troppo stretto potrebbe portare a misurare un valore di pressione più elevato del reale; viceversa, un bracciale troppo largo potrebbe determinare un valore di pressione più basso.

  • Se si devono fare più misurazioni è consigliabile farle alla stessa ora e sullo stesso braccio.

  • E’ opportuno ripetere la misurazione a distanza di almeno 2 minuti dalla precedente.

 

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